Kadokawa Wins Court Ruling: YouTube Must Identify 3 Anime Reviewers

Kadokawa ha ottenuto un primo stop in tribunale contro tre creator sudcoreani che pubblicano video di riassunto e commento su anime, con una decisione del 17 luglio che respinge la richiesta di annullare una citazione DMCA. Un giudice federale della California ha stabilito che YouTube dovrà fornire i dati necessari a identificare i tre presunti trasgressori, nell’ambito di una procedura legata alla raccolta di informazioni per eventuali azioni per violazione del copyright.

La disputa nasce a gennaio, quando la casa editrice giapponese ha chiesto al tribunale l’emissione della citazione DMCA per ottenere da YouTube le informazioni personali di Bongseop Kim, Woohyuk Yang e Youngyoon Ko. Tutti e tre gestiscono canali con un pubblico molto ampio: Kim e Yang superano entrambi le 500.000 iscrizioni, mentre Ko si avvicina ai 350.000. Kadokawa sostiene da tempo una linea particolarmente severa contro i contenuti che usano senza autorizzazione spezzoni dei suoi anime, anche quando tali estratti vengono accompagnati da narrazione e commenti originali.

I video contestati riguardano tre titoli specifici. Bongseop Kim ha pubblicato un contenuto dedicato a A Ninja and an Assassin Under One Roof, includendo una mascotte originale chiamata Narong, dialoghi generati con sintesi vocale e una sceneggiatura prodotta da lui. Woohyuk Yang ha realizzato in coreano una recensione e un’analisi di Oshi no Ko con voce narrante propria. Youngyoon Ko ha invece pubblicato un video su Once Upon a Witch’s Death con sottotitoli in coreano, reazioni, effetti sonori e commenti alla trama.

Davanti al tribunale, i tre creator hanno sostenuto che le loro pubblicazioni rientrassero nell’ambito del fair use, richiamando l’idea che in certe circostanze materiale protetto da copyright possa essere utilizzato senza autorizzazione. Secondo la loro difesa, i loro prodotti non sarebbero semplici riproposizioni: sarebbero commenti, analisi e critica pensati per il pubblico sudcoreano, usando solo porzioni limitate dei contenuti originali senza pubblicare episodi interi o materiale “grezzo”. Kim, in particolare, ha indicato che il suo video sul quarto episodio di A Ninja and an Assassin Under One Roof usava circa il 15% dell’opera.

Nel merito, un punto aggiuntivo della contestazione riguardava il rapporto con piattaforme di streaming legali. Nei loro video e nei commenti fissati, i canali avrebbero infatti inserito collegamenti a Laftel, servizio coreano che distribuisce anime in modo autorizzato. Per quanto riguarda Kim, sono stati indicati 114.494 clic verso Laftel, con un tasso di interazione dell’82%.

La questione del fair use si è intrecciata anche con il comportamento precedente di Kadokawa. I creator hanno ricordato che, dopo alcune contestazioni, alcuni loro video erano stati rimossi tramite procedure di segnalazione, e che YouTube aveva poi ripristinato i contenuti. Secondo la difesa, questo potrebbe suggerire che la citazione DMCA sia stata usata come leva di pressione, non come semplice strumento per far valere i diritti.

Ad aprile la vicenda ha preso una piega insolita: la giudice Trina L. Thompson avrebbe chiesto a entrambe le parti ulteriori argomentazioni proprio sul fair use, un passaggio non comune in un procedimento centrato su una citazione DMCA. Durante l’udienza, gli avvocati di Kadokawa hanno contestato la lettura dei creator, sostenendo anche che due dei tre contenuti non erano più disponibili online e che quello ancora accessibile si limitasse essenzialmente a riassumere la trama. La difesa dei creator, inoltre, sarebbe stata giudicata priva di solide basi giuridiche.

La decisione del 17 luglio ha respinto la richiesta dei tre di annullare la citazione. La giudice ha riconosciuto che la disponibilità dei materiali era stata ridotta dal fatto che i video erano stati resi privati, ma ha ritenuto che, nel complesso, i contenuti si limitassero a descrivere e narrare le opere originali senza un contributo creativo sufficiente e senza trasformare in modo sostanziale ciò che veniva ripreso. In altre parole, il tribunale non ha considerato i video come un utilizzo sufficientemente “trasformativo” da poter essere tutelato dal fair use.

Nel motivare la posizione, la giudice Thompson ha richiamato anche il precedente Barnes v. YouTube, una decisione risalente a febbraio in cui era stata negata la protezione del fair use a un canale che narrava capitoli di libri protetti da copyright. Secondo quanto emerso dalla decisione, l’orientamento del tribunale appare critico verso contenuti basati su narrazione e riassunto, anche quando vengono presentati come commento.

La giudice ha aggiunto che un impatto economico limitato dei video non basta a superare il diritto esclusivo del titolare del copyright di controllare la riproduzione dell’opera. La sentenza, però, non chiude la questione sostanziale della violazione: riguarda infatti solo la possibilità per Kadokawa di ottenere da YouTube i dati identificativi dei tre creator.

Kim, Yang e Ko hanno già annunciato ricorso alla Corte d’Appello del Nono Circuito. Hanno inoltre chiesto di sospendere la divulgazione dei dati personali fino alla conclusione dell’appello, ma su questa ulteriore richiesta non risulta ancora una decisione.

La causa statunitense si inserisce in una strategia più ampia di Kadokawa contro contenuti simili. Nell’aprile 2026, il Tribunale distrettuale di Tokyo aveva condannato Wataru Takeuchi, 39enne, per la gestione di un sito monetizzato che pubblicava riassunti dettagliati della trama di anime e film, tra cui Godzilla Minus One e Overlord. Per Takeuchi erano arrivate una condanna a 18 mesi di reclusione con pena sospesa e una multa di 1 milione di yen, con la presunta generazione di circa 36 milioni di yen (circa 225.000 dollari) in entrate pubblicitarie nel solo 2023.

Per i tre youtuber sudcoreani, invece, al momento non risulta avviata una causa federale per violazione del copyright. Finché il ricorso non farà il suo corso, la battaglia si concentra soprattutto su un punto: se Kadokawa potrà ottenere le loro identità da YouTube per poi valutare i passi successivi.

Marcus Chen is a gaming journalist and industry reporter with more than 10 years of experience. He covers releases, announcements, and trends across PC, PlayStation, Xbox, and Nintendo, and keeps a close eye on the indie scene and esports. Previously an editor at several gaming publications, he now writes news, reviews, and breakdowns of major industry moments—from big showcases to updates on popular titles. His work is aimed at players who want a clear, fast read on what happened and why it matters.